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Cesare Prandelli, conferenza d’addio, cosa dirà e cosa ne penso della sua parentesi al Genoa

Prandelli al termine di Sampdoria Genoa

Non mi aspetto una conferenza stampa dalle rivelazione scottanti. Secondo me Cesare Prandelli si congederà in punta di piedi, così come è entrato. Sarei felice di sbagliarmi, o meglio di sapere cosa non ha funzionato nella sua avventura al Genoa. Che poi, probabilmente, sarebbero solo amare conferme su un mercato al ribasso, sulla sfrontatezza della società che a gennaio ha deciso di tirare i remi in barca. E ovviamente una conferma sugli stessi errori, tanti, commessi dal tecnico. Dall’aver avallato le scelte di mercato alla difficoltà di gestire una situazione rovente. Ecco da uno come lui mi sarei aspettato qualcosa in più. Sia nel gioco, nei momenti più tranquilli del campionato, sia da un punto di vista mentale e comunicativo.

Lungimirante nel dire “lotteremo fino all’ultimo minuto” quanto in balia della tempesta nel momento più difficile. Inopportune o semplicemente indecifrabili alcune dichiarazioni durante la contestazione della Nord. Insomma di carne da mettere sul fuoco in vista della conferenza di domani (18 giugno 2019) ce ne sarebbe parecchia. Fosse dipeso da me, nel contesto attuale, avrei pure dato un’altra chance a Prandelli. Non penso che Andreazzoli in questo momento gli sia inferiore, ma credo che non sarà immune dalle difficoltà incontrate del suo predecessore. All’ex CT della Nazionale restano i saluti ed un’esperienza turbolenta che in caso di retrocessione in Serie B avrebbe messo una pietra tombale sul suo futuro. Invece dopo una parentesi da 5 in pagella potrà comunque ritagliarsi uno spazio in qualche altro club, magari in corso d’opera, nonostante il subentro non sembra essere uno dei suoi punti di forza. Buona fortuna, Cesare!

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