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Dalla B alla A in 90′ di indicibile sofferenza: il Genoa è inaffondabile

Spogliatoio Genoa dopo la salvezza con la Fiorentina

Il Genoa è salvo. In una notte di indicibile sofferenza sospesi tra A e B ci ha pensato l’Inter a far riemergere il grifone. Si perchè a Firenze, Fiorentina e Genoa si sono annullate a vicenda arroccandosi nei rispettivi bunker per 90 minuti. I viola hanno giostrato palla senza accelerare, la squadra di Prandelli ha coperto compatta le zone nevralgiche del campo senza mai osare. Nel frattempo l’Inter passava in vantaggio a San Siro, colpendo pali, traverse e sbagliando pure un rigore con Icardi. L’Empoli pareggiava i conti con Traorè, facendo sprofondare il Genoa in B, poi subiva il sorpasso di Nainggolan, rimandando il Grifone in A in un imprevedibile finale alla Hitchcock. Dal 3-1 nerazzuro con Keità la VAR riporta l’Inter sul 2-1, lasciandolo in 10 contro 11, e rischiando di rovinare la festa del Genoa che a gara finita per poco non assiste ad un clamoroso 2-2 dell’Empoli. Una partita mostruosamente spaventosa. Ma alla fine il Genoa salva la pelle e resta in A per il tredicesimo anno di fila. Nel post partita le scuse di Criscito e Pandev per un campionato indecoroso, con tanto di attacco non troppo velato alla società per aver venduto Piatek. A proposito di società nelle tribune del Franchi a sorpresa c’era Preziosi. Tesissimo e con il volto segnato dalla tensione ha assistito alla partita insieme ai suoi più stretti collaboratori. Anche lui ha recitato l’ennesimo mea culpa finale che ovviamente lascia il tempo che trova. La salvezza è arrivata, lo meritavano i tifosi, soprattutto i tremila del Franchi, meravigliosi. Ma adesso occorre prima di ogni altra cosa pensare al domani e ad una nuova proprietà. Il rapporto tra Prez e i genoani si è rotto, la permanenza in A non cambierà le cose. C’è oltretutto una squadra ed uno staff dirigenziale da rifondare. Servono investimenti ed entusiasmo: elementi che il Genoa dovrà cercare altrove.