Genoa, fine dei giochi…Preziosi: diciotto anni di sogni (infranti) e agonia

Genoa, fine dei giochi…Preziosi: diciotto anni di sogni (infranti) e agonia

Preziosi e il Genoa: 18 anni insieme

Fine dei giochi…Preziosi. Concedetemi il gioco di parole ora che il Genoa sta per passare ufficialmente in mani americane. Il nuovo proprietario sarà il fondo di investimento 777 Partners, un colosso che ha tutte le carte in regola per portare il Grifone ad un livello superiore.

I giochi Preziosi per far grande il Genoa

Ci aveva provato Enrico Preziosi, soprattutto all’inizio della sua avventura sotto la lanterna. L’imprenditore avellinese era stato accolto come un Re dal popolo genoano, per aver salvato il club del fallimento ed essere subentrato in uno dei momenti più tragici della sua storia.

Preziosi aveva messo sul piatto trenta milioni di euro per proteggere il titolo sportivo della squadra, salvando la sua storia e – tra le altre cose – evitando la C con un ripescaggio che portò ad una prima divertente stagione di transizione in B. Era il 2003-2004.

Poi, la stagione seguente, la cavalcata trionfale verso la Serie A, con Serse Cosmi in panchina e il duo dei sogni Milito-Stellone. Quella squadra conquistò la città prima ancora di scendere in campo, fino alla maledetta partita col Venezia, terminata nel peggiore dei modi in Tribunale.

Dal Tribunale alla C, Preziosi promise di non mollare. E dopo un processo sportivo indegno ed una condanna senza precedenti, si impegnò a costruire una squadra più forte delle ingiustizie. E ci riuscì. 

L’incubo della Serie C, il grande ritorno in A e l’Europa

Quindi la fuga dall’inferno con Vavassori e Dante Lopez, l’arrivo del promettente Gasperini per dare vita ad uno straordinario ciclo di calcio champagne. Dopo l’appassionante promozione in A, a braccetto con Juventus e Napoli, il Genoa sorprende tutti in Serie A con Marco Borriello prima e con il ritorno del principe Diego Milito poi. 

Il Grifone c’è è naviga per diversi anni nella parte sinistra della classifica, con chiare ambizioni europee. Europa che di fatto il Genoa raggiunge una sola volta, con Milito. La gioia supera persino l’amarezza di aver perso la Champions, massima competizione europea, assegnata alla Fiorentina per via degli scontri diretti.

Qualche anno dopo al Genoa di Preziosi riesce ancora il miracolo europeo, con Gasperini in panchina, richiamato dopo alcune brusche turbolenze. Nel frattempo in rossoblu approdano giocatori del calibro di Palacio, Crespo, Toni, Gilardino, Immobile, Pinilla, Pavoletti, Pandev, Piatek e, più recentemente l’uzbeko, Shomurodov.

Il declino e la contestazione

Tutti bomber di alto livello, alcuni dei quali triturati dall’incomprensibile ed esasperato tourbillon della società sul mercato. Per contenere le spese, infatti, Preziosi si impegna in una schizofrenica compravendita di giocatori, oltre a compiere azzardi tecnici che finiscono per spingere il Genoa sempre più giù. E mentre i pezzi pregiati appaiono sempre sul piede di partenza, il rapporto tra piazza e presidenza si incrina pericolosamente.

C’è lo storico episodio della contestazione in Genoa Siena, uno degli scontri più tosti tra presidente e tifosi, poi la rabbia per la mancata licenza uefa, che ha impedito al Grifone di accedere per la seconda volta in Europa League, in favore della Sampdoria. Quindi le nuove ed improbabili promesse disattese, squadre sempre meno competitive e costruite al solo scopo di sopravvivere in Serie A.

Un’agonia scandita da altri, costanti, segnali di rottura: le tante sconfitte nei derby, gli incomprensibili allontanamenti di Gasperini e Ballardini, i due allenatori più amati dai tifosi, oltre alle clamorose contraddizioni sulle presunte trattative per la cessione del club. E ancora altri annunci disattesi, il gelo e il disinteresse verso una piazza che – per sfinimento – è arrivata persino a disertare lo stadio. 

Ultimi anni con lo spettro della B e il disinnamoramento della piazza

Resteranno certamente nella storia le indimenticabili corse sotto la Gradinata Nord del primo Preziosi, gli occhi luccicanti che miravano le stelle, una in particolare. La canzone Genoa nel cuore, dedicata ai tifosi, i colpi di mercato e le grandi vittorie in Serie A, derby compresi, che mancavano da troppo tempo.

Ma ancor di più, resteranno scolpite, le disperate e numerose salvezze last minute, la retrocessione in C a tavolino, la mancata licenza Uefa e gli ultimi anni di incubi e agonia, senza prospettiva alcuna.

Adesso, forse, si apre una spiraglio di luce. Finiscono i Giochi Preziosi al Genoa. Preziosi aveva detto che avrebbe lasciato solo in mani migliori. Vedremo se riuscirà a mantenere almeno quest’ultima promessa, forse la più importante che abbia mai fatto.

Pubblicato da Jacopo D'Antuono

Professionista nel campo dell'informazione e della comunicazione. Ha collaborato con IlGiornale.it e Blasting News Italia. Attualmente scrive per IlSussidiario.net e cura il sito lavocerossoblu.com. E' co-fondatore di Very Social, brand di servizi specializzato in Social Media Marketing.

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