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Ottimisti ad ogni costo, pessimisti ad ogni costo

Troppi estremismi e poco equilibrio, il mondo Genoa non conosce mezze misure.

Krzysztof Piątek, attaccante

di JACOPO D’ANTUONO – Non sarà un Genoa spettacolare, non sarà un Genoa deprimente. Con una solidità finanziaria ritrovata è lecito aspettarsi dal presidente Preziosi una squadra almeno da metà classifica. Questa è la sensazione, queste sono le intenzioni della dirigenza da trasformare in fatti. Siamo al 13 giugno e la società si sta muovendo discretamente sul mercato. Archiviamo subito il discorso Perin e le relative polemiche alla valutazione del cartellino. Considerata la scadenza contrattuale imminente non si poteva sparare più alto. Sono le regole del mercato, dettate anche dal fascino irresistibile delle più forti. In entrata l’operazione Marchetti onestamente lascia diversi dubbi, ma economicamente parlando non fa una piega. L’ex Lazio arriva a parametro zero e al suo fianco avrà un portiere giovane promettente da far crescere. Vodisek verrà valutato in ritiro assieme a Radu se come sembra dovesse concretizzarsi lo scambio con l’Inter. L’operazione Lisandro Lopez è senza dubbio interessante per la difesa, mentre a centrocampo occorrerà passare dalle parole ai fatti. Ok al ritorno di Mandragora, ma è chiaro che ci si aspetta anche un giocatore del calibro di Sandro. Con l’arrivo di Callegari e la conferma di Bertolacci non servirà fare molto altro, anche perchè c’è un attacco da sistemare. Per quanto mi riguarda sarebbe folle ripartire con Lapadula titolare, non è un caso che il Genoa sia molto attento nel valutare altre situazioni. Profilo interessantissimo Piatek, ma la differenza, nel bene o nel male, la faranno i due esterni spettacolari promossi da Preziosi. Radonjic ha ottime referenze (ma attenzione a sovraccaricarlo di responsabilità), Younes ha chiuso le porte al grifone quindi servirà guardare altrove. Grosicki resta un nome sotto i riflettori, ma ha un costo elevato. Insomma i profili accostati alla società sono senza dubbio interessanti, alla fine però serve stringere altrimenti restano discorsi vuoti. Il salto di qualità dipende esclusivamente da quelle 2-3 pedine su cui il club investirà con maggiore convinzione. Calma e sangue freddo. Il mercato è lungo, la società deve lavorare con calma senza dimenticarsi che il Genoa, per blasone e storia, dovrebbe avere come obiettivo minimo i primi dieci posti. La massima aspirazione non può più essere una salvezza tranquilla.

Pubblicato da Jacopo D'Antuono

Professionista nel campo dell'informazione e della comunicazione. Ha collaborato con IlGiornale.it e Blasting News Italia. Attualmente scrive per IlSussidiario.net e cura il sito lavocerossoblu.com. E' co-fondatore di Very Social, brand di servizi specializzato in Social Media Marketing.