Superlega, come volevasi dimostrare. Stasera si gioca: probabile formazione del Genoa

Superlega, come volevasi dimostrare. Stasera si gioca: probabile formazione del Genoa

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Amici della Voce, alla fine è andata esattamente come avevo scritto ieri. La Superlega non si farà, almeno non adesso. La mia sensazione era corretta. Perché fondamentalmente è finita a tarallucci e vino. In poche ore le grandi del calcio hanno fatto dietrofront. Magari adesso masticano amaro perché avrebbero voluto partire già ad agosto con la loro nuova Lega, ma in fondo sapevano bene che il progetto difficilmente avrebbe visto subito la luce. Adesso perlomeno hanno lanciato un segnale chiaro a tutto il sistema calcio e non è detto che in futuro non si trovi una quadra su questo. Lo scioglimento della Superlega, di certo, sventa l’apocalisse imminente sul mondo del pallone. Anche se non mi stancherò mai di ripetere che la nascita di una nuova competizione non era e non è necessariamente un problema. Piuttosto è la conseguenza di tanti problemi e disequilibri del calcio.

La Superlega salta ma questo calcio è malato

Basti pensare che oggi a trionfare sia la corrente operaia del calcio, che non esiste. I tifosi delle piccole (e non solo loro) giustamente esultano, ma bisogna andare oltre. Lo devono fare i club e i padroni del pallone: adesso è il momento di rifondarlo davvero. Provocatoriamente, nei giorni scorsi, ho scritto che Juventus, Milan ed Inter potevano essere accompagnate fuori dalla porta. Il fatto che restino non significa che l’attuale modello sia quello giusto. E questo indipendentemente dalla Superlega, un progetto che non ritengo fondamentale per la salvezza del pallone. Anzi.

Allo stato attuale la stragrande maggioranza dei club è con l’acqua alla gola e corre senza sosta nella famosa ruota del criceto. Quante chances ci sono, a queste condizione, di vedere il calcio che tutti noi amiamo? Nessuna. I presidenti devono riconoscere che la Superlega non era il problema. Il problema è l’attuale modello su cui il calcio si sorregge affannosamente. Sì perché il calcio di oggi non è dei tifosi, non è popolare e soprattutto è molto lontano dal “romanticismo” delle curve. Tutto o quasi è in funzione del profitto. Per cui urgono riflessioni serie da chi di dovere su questi ed altri concetti per pensare ad un futuro sostenibile.

Stasera Benevento Genoa

Intanto stasera torniamo in campo contro il Benevento. A tener banco il ballottaggio sulla fascia sinistra tra Czyborra e Zappacosta. L’ex Chelsea è sulla via del recupero ma non è detto che Ballardini lo rischi dal primo minuto, anche se la posta in palio è pesante. In difesa rientra Criscito, mentre in attacco dovrebbero partire titolari Destro e Scamacca. Nel Benevento c’è l’ex Lapadula.

Pubblicato da Jacopo D'Antuono

Professionista nel campo dell'informazione e della comunicazione. Ha collaborato con IlGiornale.it e Blasting News Italia. Attualmente scrive per IlSussidiario.net e cura il sito lavocerossoblu.com. E' co-fondatore di Very Social, brand di servizi specializzato in Social Media Marketing.