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Buon compleanno, Stadio Luigi Ferraris

Stadio Luigi Ferraris di Genova. Generazioni di tifosi hanno guardato la storia del calcio da quelle gradinate. Migliaia di voci hanno riecheggiato tra le sue pareti, invadendo la città intera. Cade oggi, 22 gennaio, il compleanno di questo stadio110 anni di Tempio, come lo chiamano i tifosi del Genoa. Perché è questo che rappresenta per il popolo genoano e forse, per tutta Genova.
Un tempio ateo, dove si va cercando speranza, portando avanti una tradizione tramandata di padre in figlio. Teatro di gioie e dolori, lacrime e urla, amicizia e amore, il suo sipario sono le centinaia di bandiere che sferzano il vento colmo di salsedine e il suo palco è un manto verde smeraldo, teatro di epiche vittorie e doloranti sconfitte.

Inaugurato il 22 gennaio 1911 con il nome di Campo di Via del Piano nel quartiere genovese di Marassi, osservò silenziosamente i giocatori del Genoa Cfc conquistare vittorie e scudetti.
Dopo una serie di lavori di ristrutturazione e ingrandimento, lo stadio di Marassi venne nuovamente inaugurato il 1° gennaio 1933 e intitolato al capitano del Genoa Luigi Ferraris, caduto durante la Prima Guerra Mondiale. Durante la cerimonia di intitolazione, in prossimità della porta sotto la Gradinata Nord, venne sotterrata la sua medaglia d’argento al valor militare.
Fu uno degli stati più moderni dell’epoca e ancora oggi è forse uno degli stadi più suggestivi d’Italia:  chiunque varchi quei cancelli si trova avvolto da un’atmosfera surreale e magica. E questa magia è accentuata durante i derby, quando la Gradinata Nord è pronta a dare il meglio di sé con coreografie mozzafiato.
E persino a Dublino, in uno dei tanti pub del centro, dopo alcune pinte di Guinness e aneddoti sull’Italia, sul Genoa e sul rugby, un irlandese mi disse “Ah, the red stadium…it’s magic”.